Fabiola

Ciao Red_Esse sono Fabiola,

Scriverò un po' per volta, a piccoli passi, perché per me aprirsi, non è semplice. Anche io sono stata vittima di bullismo quando ero piccola. Mia madre mi portava nel passeggino e la fermavano per via dei miei capelli rossi, facendole moltissimi complimenti. Quando sono nata, ero la prima rossa della famiglia, quindi fu uno shock per tutti. I miei parenti prendevano in giro mia madre con delle affermazioni e battutine che la ferivano, ma lei mi amava moltissimo e mi difendeva con chiunque. Dalle nostre parti le rosse vengono chiamate "rosce", con senso di disprezzo. Durante la crescita e la scuola sono cominciati i miei guai...

Alle elementari ero l'unica rossa della classe, questa cosa mi imbarazzava parecchio. Avevo occhi puntati su di me tutto il giorno per via della mia chioma rossa e riccia. Ai maschietti piacevo, mi trattavano bene, le femminucce, invece, non so cosa avessero nei miei confronti, mi trattavano come se fossi di un altro pianeta, come se fossi un'aliena. Avevo delle "amichette", ma facevano sempre battutine infelici sul mio colore di capelli. Quando tornavo a casa mi lamentavo sempre con mia madre, lei era la mia amica del cuore, era la mia confidente per qualsiasi cosa succedesse nella mia vita. Se solo lei potesse parlare ancora con me, mi manca da morire, nessuno poteva capirmi come mi capiva lei, lei che mi aveva messa al mondo e mi vedeva come la più bella, la più speciale.

Più avanti nel tempo i miei genitori decisero di cambiare religione, da quel momento le cose precipitarono. Venivo presa in giro doppiamente, vivevo oppressa in questa mia nuova natura, mi sentivo diversa da tutti. Solo da adulta ho saputo apprezzare tutto quel che era la mia vita, il mio aspetto e il mio mondo. Per me l'infanzia fu un disastro.

Fabiola


Red_Esse risponde:

Ciao Fabiola,

innanzitutto vorrei ringraziarti per aver condiviso con me, e con tutti, un bel po' di dolori. Si dolori, perchè quando vieni trattato come non dovresti, te lo porti dentro a vita. Nessun bambino merita di piangere sulle ginocchia di una madre, a nessuno dovrebbe essere rovinata l'infanzia. Ti posso dire che sono felice tu abbia apprezzato determinate cose da adulta, questo è importante e fondamentale per poterlo trasmettere ad altri, sia vicino a noi e sia a gente che magari non conosciamo, ecco perchè siamo qui...per condividere...per aiutarci. Ho sentito forte il dolore per tua madre, come avrai letto io sono cresciuta senza un padre e capisco l'assenza e il vuoto che lasciano. Sono sicura anche che è gran parte merito suo quello che sei diventata. Una madre ama la propria figlia senza nessun pregiudizio. La tua, è stata una di quelle mamme con la M maiuscola. I cambiamenti che affrontiamo da piccoli, come nel tuo caso: il cambio di religione, ci sembrano così enormi, così complicati, poi giorno dopo giorno tutto prende forma. Sono sicura che molte delle persone che ti hanno "bullizzata" ora non la pensano più come un tempo, questo anche perchè i bambini a volte dicono determinate cose con leggerezza senza pensare che stanno ferendo qualcuno, non pensano alle conseguenze che ci potrebbero essere. Non sanno che ti hanno fatta stare male senza una ragione, ed è questo il momento, come avevo scritto in prima pagina, di dire le cose, svuotare il sacco, sfogarsi e liberarsi! Non mi sto esprimendo in modo diretto, perchè so che hai ancora qualcosa da condividere e aspetto con ansia la tua nuova mail. Per quanto riguarda questa prima parte, una cosa la so con certezza: "ci vogliono gli attributi per essere una Red!" e tu lo sei al 100%.

A presto Fabiola...

Red_Esse

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In questi mesi di quarantena, ho raccolto i pensieri di molte persone che mi hanno scritto una mail o un Direct su Instagram o su Messenger.