L'ANSIA NON CE LA MERITAVAMO

In questi mesi di quarantena, ho raccolto i pensieri di molte persone che mi hanno scritto una mail o un Direct su Instagram o su Messenger.

Ascoltiamoci è questo e la quarantena ha dato sfogo a molteplici paure, ansie o mancanze.

L'ansia è sicuramente uno stato d'animo terribile in cui trovarsi.

Tendiamo sempre a dire che chi non ne soffre, chi non ha mai provato uno stato ansioso, non potrà mai capire.

Impariamo a riconoscere di avere un problema: l'ansia

Per quanto riguarda la mia esperienza, posso dire che chi sta accanto ad una persona che soffre di stati ansiosi o di attacchi di panico, ha sicuramente un bel "pacchetto" da gestire, vediamola in questi termini.

Ora elencherò una serie di sensazioni o situazioni che ho ritenuto valide per la pubblicazione, perché potessero aiutare chi magari si rispecchia o chi non sa come gestire una persona che ne soffre.

Vorrei, inoltre, ricordarvi che parlarne con qualcuno esperto è fondamentale, fare un percorso o magari intraprendere una cura con un medico specializzato sarà l'unica e ripeto l'unica soluzione.

Sfogarsi con i nostri amici non è come andare da un terapista, io stessa feci questo errore e me ne pento, per questo sono qui a dirvi di non fare lo stesso.

Ve lo dico, perché dissi alla mia terapista questa frase quando mi chiese, perché non intrapresi subito dopo il mio lutto e l'abbandono da parte di mio padre, qualche cura.

"Le mie migliori amiche ed il mio migliore amico hanno fatto la terapia" non mi mandò a cagare probabilmente perché è una persona di un certo livello, però mi disse "Anche no, iniziamo da qui".

Piccola precisazione, quando parlo di terapista: psicologa o psichiatra è per usare un termine generico, perché alcune topologie hanno bisogno della prima ed altre della seconda. Vorrei inoltre precisare che gli psichiatri non curano i pazzi, questo è uno di quei luoghi comuni che ci fanno sembrare poco intelligenti e soprattutto poco umani.

È vergognoso andare da un terapista?

No, siamo nel 2020 e ci va la maggior parte della popolazione, pensate che solo in Italia il 7% della popolazione soffre di ansia o depressione sopra i 15 anni: 3,7 milioni di persone (fonte OggiScienza), con il Covid i numeri saranno aumentati sicuramente.

Lo studio ESEMeD (European Study on the Epidemiology of Mental Disorders del quale fanno parte Olanda, Italia, Belgio, Francia, Germania e Spagna ) studia continuamente i disturbi mentali dei soggetti dei propri Paesi per capire come agire e soprattutto dove agire.

Il progetto ha poi coinvolto più di trenta Paesi ed è stato promosso dall'Oms e dall'Università di Harvard. (fonte EpiCentro)

Nessuno di noi ha qualcosa che non va, è questo il messaggio che voglio diffondere, ma forse, un trauma, una violenza, un lutto, un dolore, stress elevato e molto altro ci hanno portato ad avere degli episodi poco gradevoli.

Leggendo queste testimonianze (quelle firmate Red sono le mie) vi renderete conto che nessuno è solo e siamo tutti uguali, ma chiedere aiuto è necessario, non bisogna lasciar passare, nessuno deve vergognarsi, nessuno di voi è solo!

Noi e l'ansia

"Sono sempre stata una persona ansiosa, già ai tempi della scuola. Quando c'era un'interrogazione andavo in bagno e vomitavo, lo stomaco si chiudeva...ogni tanto sogno ancora quel banco di scuola. Col passare degli anni l'ansia è peggiorata, ebbi la mia prima crisi di panico a 18 anni. Non sentivo nulla, avevo il formicolio in tutto il corpo e un mio amico chiamò l'ambulanza, poi ci fu il vuoto e mi risvegliai in ospedale..." Clarissa


"Ricordo bene la data e l'anno. Ricordo il tremore nelle mani, si espanse in tutto il corpo. Sudavo, ero fradicia dopo pochi secondi, eppure l'obitorio era freddo. C'era silenzio, mi misi per terra, mi veniva da svenire. Misi la mia testa in mezzo alle gambe e non vedevo nulla, avevo caldo in un posto freddo. Ho pensato che forse l'inferno fosse fatto in quella maniera: col cadavere dell'amore della tua vita su un lettino coperto dal un lenzuolo bianco e tu per terra, inerme, senza alcuna reazione. Il mio migliore amico mi portò fuori da quella stanza, persi i sensi appena fuori, non ricordo più nulla se non delle flebo nel braccio" Red Esse


"Mio padre mi pestava continuamente, non avrebbe mai accettato che io fossi una transgender. Non dormii per mesi, mi sdraiavo nel letto, chiudevo a chiave la porta e sudavo per ore. Il respiro era corto, mi mancava l'aria. Presi dei tranquillanti che trovai, ma non servirono a nulla. Quando decisi di andarmene e cambiare vita, dormii per la prima volta dopo mesi nella mia nuova città. Avevo avuto la prima seduta con la terapista da cui vado ogni settimana. Mi sono sempre chiesta se fosse giusto aver paura a casa propria" Ludovica


"Dopo aver trovato il mio compagno con un'altra ero incinta di tre mesi, non fu facile da sola. Dormivo poco e la gravidanza ebbe delle complicanze dovute alla mia debolezza. Un giorno, in cucina, stavo cucinando e mi venne da svenire, per poco non cadde la pentola d'acqua bollente. Ricordo quando ti scrissi, la mia bambina aveva tre mesi e tu mi consigliasti quella terapista nella mia Regione, io così scettica e tu così sicura. Ci vado ogni mercoledì e dormo con la mia bambina tutte le notti, delle notti serene. Grazie" Anna


"Il primo attacco di panico lo hai per un motivo e dopo si riflette su tutto nella vita. Dal mio primo episodio in cui ero ancora una studentessa, mi sono trovata ad avere le stesse paure, ansie, tremolii e malesseri quando trovai il nuovo lavoro. La paura di non essere abbastanza era troppo alta e superava la felicità di aver trovato il posto che sognavo. Ho avuto paura di non piacere ai colleghi, di non essere all'altezza di quel posto di lavoro, di non capire ciò che mi sarebbe stato spiegato. La mente piena di paure ti rende immobile, la paura di sentirsi male sul posto di lavoro non ti fa dormire la notte" Clarissa


"Non ho dormito per un anno intero, forse di più. Ora dormo dalle 4/5 ore a notte. All'inizio i miei incubi erano accompagnati da urla nel cuore della notte. Chi ha dormito con me in quel periodo (mia madre compresa) non ha vissuto bene, le mie migliori amiche dicono che sia indescrivibile quello che abbiamo passato. A volte mi capita di alzarmi nel cuore della notte e aver bisogno di freddo, di poter respirare a pieni polmoni. Sudata, con le mani che tremano, mi siedo sul balcone, faccio dei lunghi respiri anche se il cuore sembra voler uscire dal petto, così dal nulla. L'ansia non avvisa, non ha un appuntamento, arriva e basta" Red Esse


"Gli abusi sessuali che ho subito dai miei sei anni in avanti mi hanno portata spesso ad avere attacchi di panico e nessuno in quella casa poteva aiutarmi. Quando sei sotto lo stesso tetto del tuo carnefice, cerchi di non farti vedere debole anche se hai sei anni. C'era un cesto dei giochi, mi chiudevo lì dentro a fagotto e cercavo di respirare, era come se tutto il pianeta non avesse più ossigeno per me. Quando diventai grande gli attacchi peggiorarono, alle medie persi i sensi e finii in ospedale con trauma cranico. Tutto questo incubo mi trasformò in un'anoressica e mi intubarono per mesi, poi dissi la verità ad un medico dell'ospedale. Ero convinta fosse colpa mia, ti ricordi? Te lo scrissi anche nella mail, quando pubblicasti "Speranza è viva". Da quando sono in terapia ho deciso di non nascondermi più e di ricominciare da dove mi hanno spezzata o per lo meno, ci hanno provato." Speranza


"L'ansia è padrona del tuo essere, diventa talmente grande dentro di te che ti impedisce anche di andare in posti affollati. Divertirti ai concerti perché passi ore a vedere delle vie di fuga nel caso succedesse qualcosa. Al supermercato troppa gente ti da fastidio, la folla in spiaggia non ti fa stare tranquilla. L'ansia vuole isolarti dal mondo, gli attacchi di panico sono i suoi figli, arrivano silenziosi e ti attaccano, se non li fermi in tempo, ti condizionano la vita senza che tu te ne accorga" Clarissa


"Ero in quel negozio da un'ora. Quei negozi affollati delle grandi marche, cercavo una camicia bianca da indossare al funerale. Ero sola, perché guidare da sola mi rilassava, cercavo di alzare il volume il più possibile per non sentire i miei pensieri. Davanti a me avevo alcune ragazze che parlavano animatamente e io avevo fame di solo silenzio, ma avevo bisogno della camicia. Ebbi un flash, il cadavere, l'incidente poi il tremolio alle mani, le stelline gialle negli occhi. Mi risvegliai nel retro del negozio, avevo attorno tre commesse. Avevo perso i sensi in mezzo a quelle persone. Il mio migliore amico mi venne a prendere e pagò la camicia. Al ritorno in macchina tirai giù i finestrini, mi chiesi continuamente se tutta la mia vita sarebbe stata così: con la paura di svenire in mezzo alla folla e al non poter girare da sola" Red Esse


"Non sono mai piaciuta a nessuno. Quando ho visto il tuo Blog mi sono chiesta come mai ti avessero bullizzata. In quinta elementare un mio compagno mi legò alla porta del campetto di calcio con delle corde e appese un foglio con scritto "cotechino". I segni delle corde rimasero per giorni e mia madre non mi mandò a scuola. La bulimia e l'anoressia mi fecero diventare magra in pochissimi mesi. Non ero felice di indossare jeans stretti e magliette corte, avevo freddo e dormivo male. Ero così insicura di tutto, chiedevo pareri per ogni cosa, anche per come mi dovessi vestire. Mia madre mi portò da una psichiatra dei disturbi alimentari quando arrivai a 40 kg, avevo sempre la febbre, tremori, svenimenti. Oggi sono sposata e peso 60 kg, non chiedo a nessuno come dovrei vestirmi, perché mi vedo bellissima. La mia psichiatra è stata la mia testimone di nozze, perché mi ha tirato fuori da un tunnel in cui avrei potuto morire" Angela

"Non mi sono lavata per parecchio tempo, in quel letto con i miei 45 kg. Non volevo morire, ero già morta dentro. Ogni giorno annotavo su un foglio tutto quello che avrei voluto dirgli prima che morisse, nessuno mi aveva avvertito: un giorno morirà l'uomo che ami, no. Il tempo è ladro di cose mai dette. Feci una lista di cose che non riuscì più a fare, persino respirare mi costava fatica, mangiare mi costava fatica, vivere era difficile. Non avere più attacchi di panico, urla nella notte, pianti improvvisi, tremori, svenimenti. Una lista lunga di cose da superare. Vivere e non sopravvivere è il punto che mi piace di più. Senza una terapista esperta non ce l'avrei mai fatta. Nessuno si salva da solo. Credo che io debba fare ancora molta strada, ma non me la sto cavando male" Red Esse


Avrei potuto scrivere moltissime pagine, portare più testimonianze, ma ho pensato di mettere l'essenziale per far passare questo messaggio.

Nessuno di voi è diverso o fuori posto, nessuno di voi ha qualcosa che non va.

Se vi siete trovati in episodi simili a quelli sopra raccontati, non esitate, chiedete aiuto, non sarà una forma di debolezza, anzi, chi riconosce di avere un problema e vuole affrontarlo, dimostra di avere moltissima forza.

Se non sapete a chi affidarvi qui troverete sempre una risposta.

Cliccando qui troverete il sito del CNOP ( Consiglio Nazionale Ordine Psicologi ) dove potrete cercare per tipologia, regione e provincia.

Per quanto riguarda gli psichiatri esiste un elenco su internet, ma preferisco che vi rivolgiate al vostro medico di fiducia che saprà indicarvi quello giusto per voi.

Ricordate che il dolore non ci renderà più forti, anzi, lentamente ci consumerà. Ogni sfida che dovremo affrontare, anche se piccola, ci sembrerà estremamente dura, perché ci sentiremo saturi, stanchi, sfiniti.

Solo superando quel dolore con tutti i mezzi possibili ci sentiremo diversi, più liberi, con meno paura del mondo.

Vi abbraccio, sono sempre qui.

Red Esse