Le catene di J

Ciao Red Esse,

Fin da quando ero piccola, ricordo che mio padre ha sempre avuto un carattere possessivo verso mia madre. Ricordo dei tanti insulti ricevuti, sia io, che mia mamma e mia sorella. Abbiamo sempre vissuto nella rigidità delle regole, come se fossimo in caserma, essendo mio padre un ex militare, attualmente in pensione.

Ci sono stati momenti molto bui e tristi. Mia mamma, da quando è sposata, ha sempre dovuto fare quello che dice mio padre: lui non vuole che lei vada a mangiare fuori nemmeno una volta all'anno con le sue amiche, è già tanto se una volta alla settimana, il sabato, le permetta di andare a bere il caffè con loro. Mia mamma ha dovuto lasciare anche il lavoro due anni fa, proprio perché mio padre non voleva che lei andasse più a lavorare.

Faceva assistenza a casa di una anziana signora. Lei avrebbe voluto diplomarsi, non ha conseguito il diploma di maturità. Avrebbe studiato anche online, pur di accontentare mio padre. Ma niente, lui non vuole che lei studi.

Ho paura per mia madre, ho paura che cada in depressione.

Mia mamma può uscire, ma la maggior parte delle volte dev'essere accompagnata da qualcuno, mio padre le da questa regola. La controlla costantemente. È molto geloso, pensa sempre che mia mamma abbia l'amante.

È davvero diventata una situazione insostenibile. Da una parte, a volte, provo della rabbia anche verso la mamma, perché le ho detto tante volte di lasciarlo, ma lei non mi ha mai ascoltata. Ora sono sicura che non lo lascerebbe mai, perché lui è molto malato, quindi si sentirebbe in colpa.

Tutte queste litigate, negli anni, hanno influenzato molto la vita, mia e di mia sorella. Mia sorella è una ribelle, ha un caratterino niente male, purtroppo non siamo mai state molto unite.

Credo che avesse e, ha tutt'ora, tanta rabbia accumulata.

Per molto tempo dentro di me provavo angoscia e rabbia anche verso mia sorella, proprio per i suoi atteggiamenti, a volte davvero aggressivi ed esagerati.

Durante le liti lei era spesso la miccia che accendeva la bomba. Una volta è scappata anche di casa per andare da una sua amica a dormire. Un paio di volte aveva minacciato di compiere un gesto estremo (e probabilmente capirai che cosa intendesse).

Da quando ha iniziato l'università comunque, la situazione si è calmata. Tantissime volte durante le liti, mia sorella ha detto delle cose bruttissime, io stessa lo feci, tutto sempre dettato dall'esasperazione.

Mi sento segnata: proprio per questo in realtà io mi sono sempre sentita una persona insicura. Ho sentito talmente tanti insulti che anche la mia autostima non è mai stata delle migliori, anzi. Mi sono sempre sentita inferiore a tutti ed è una cosa che purtroppo provo ancora.

Sono molto ansiosa e paranoica. Da quando mio padre è in pensione, è sempre a casa e tiene tutto sotto controllo. Mio padre ha la sclerosi multipla, non è in carrozzina, ma stiamo notando che peggiora nei movimenti sempre di più.

È peggiorato molto quest' anno da tutti i punti di vista, sia mentalmente che fisicamente. Semestralmente deve andare a fare una visita neurologica.

Ha sempre avuto una brutta indole dal punto di vista del carattere. Ora, con la malattia, è ancora peggio. Sfoga le sue frustrazioni sulla famiglia.

Spesso ci sentiamo in una condizione di violenza psicologica (è sempre stato così, ma ora sta peggiorando) e infatti qualche mese fa mia mamma ha dovuto chiamare il numero rosa contro la violenza sulle donne (nel nostro caso sempre nel caso di violenza psicologica).

È come se non ci fosse una via di uscita. Mia mamma vorrebbe tanto uscire di più, essere più libera, ma è sempre stata succube di lui.

Da quando ha la sclerosi, gli abbiamo sempre detto di andare in un centro a parlare con persone che hanno la sua stessa malattia, in modo che lui si potesse confrontare, ma lui non ne vuole sapere. Non accetta quello che ha e si è incattivito ancora di più.

Spesso mi sento impotente. Vorrei andarmene via di casa, ma al momento, con il mio stipendio non riuscirei a coprire tutte le spese per mantenermi da sola e penso a mia mamma, non vorrei lasciarla sola.

Sento di avere anche io tanta rabbia accumulata. Ultimamente poi sto vivendo un periodo molto buio, sia per tutta questa situazione, sia per delle delusioni avute in amicizia. So che, per quanto mia madre cerchi di tenere unita la famiglia, in un attimo si può scatenare l'inferno ed ecco che iniziano insulti bruttissimi da parte di mio padre, una violenza verbale senza limiti e tutto si sgretola.

A volte sai, mi chiedo se avrò mai una mia vita. Se potrò mai vivere dei momenti di serenità.

Vivo in continua tensione. La mia ansia è peggiorata, a volte mi viene anche la tachicardia. Ho sempre paura che le cose potrebbero solo peggiorare.

Non ho mai avuto molta stima di mio padre fin da bambina e non sono mai stata molto affettuosa con lui proprio per tutti gli insulti sentiti e risentiti negli anni. Attualmente, con mia madre parlo, ma con lui parlo solo quando devo, altrimenti evito.

Ora come ora non vorrei nemmeno mai sposarmi, avendo tutto questo sotto gli occhi ogni giorno.

Un abbraccio.

J


Ciao J,

ti ringrazio per avermi scritto e soprattutto per esserti aperta.

Argomento non facile, oserei dire, quasi impossibile da capire per chi non ci è passato.

Posso capire benissimo il tuo stato d'animo, posso anche assicurarti che non è giusto non sentirsi al sicuro in casa propria.

Sono qui per essere schietta e diretta, oltre che per dire che mi dispiace moltissimo per tua madre e per la malattia di tuo padre.

Tua sorella è cambiata, perché è andata via da un luogo che le provocava rabbia, è evidente.

Posso augurarti di poter fare lo stesso nel più breve tempo possibile, credimi, senza scendere in dettagli io stessa lo feci e oggi sono un'altra persona.

Non aver paura dell'amore o di sposarti un domani. Per fortuna le storie non sono tutte uguali, per fortuna gli uomini non sono tutti uguali.

Sarai tu stessa a non farti rinchiudere, a farti valere e a pretendere la tua libertà, perché nessuno imprigiona nessuno! Nessuno ha il potere di farlo.

Essere al posto di tua madre non è facile, credo stia cercando con tutta la sua forza (e ne deve avere parecchia) di tenere in piedi una famiglia e cercare di farti pesare il meno possibile tutto questo. Stalle vicina, anche solo con un abbraccio, cerca di alleggerire (per quanto sia possibile) quelle giornate eternamente infernali.

Quando potrai (spero presto) vai a vivere la vita che meriti, anche in un monolocale dove tavolo e letto saranno la stessa cosa. Tua madre vorrebbe questo. Lei sarà forte lo stesso, ma non dimenticarti mai di non abbandonarla.

Ti auguro di farcela, perché è la cosa più difficile, il resto, sarà solamente una discesa.

Aspetto tue notizie.

Un grande abbraccio.

Red Esse

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