NON AVERE PAURA

LGBT e il nostro bisogno di dare delle etichette

In questo mondo, che non perde nemmeno un minuto a vantarsi dei progressi e delle innovazioni compiute, devo ammettere che trovo dei grossi, anzi enormi, buchi neri.

Il nostro bisogno di etichettare le "comunità" LGBT nasce alla fine degli anni '80 secondo varie fonti del web. Ha sempre funzionato così giusto?

Ebrei, Musulmani, Gay, Transgender, rossi, gialli e blu e che etichetta vorresti tu?

Nessuna! Persone, si parla di persone o esseri umani e la loro identità sessuale non mi riguarda e soprattutto non mi interessa. Non dovrebbe interessarci, ma siamo sempre pronti a voler sapere, voler etichettare.

Dovremmo essere interessati ad altre cose, come ad esempio "è un buon amico/a?", "è un buon dipendente?" e cose simili. Invece etichettiamo, per identificare le persone.

Allunghiamo i confini e ci separiamo. "Ma è gay??Oh, nooo!"

"Ma no cosa?" Non capisco, a meno che tu non sia dispiaciuto/a perché magari nutrivi qualche interesse, davvero non capisco. Se qualcuno avesse una spiegazione logica sono qui per ascoltare, se no facciamo come nei migliori matrimoni "taccia per sempre".

LGBT e i diritti

Molte di queste persone hanno dovuto lottare, per anni e anni, per ottenere dei diritti che in realtà acquisiamo alla nascita. Io, per esempio, posso sposarmi senza aver fatto nessuna manifestazione, senza aver lottato per le unioni civili. Mi spetta di diritto, perché?

Il fidanzato di un grandissimo cantautore italiano (non farò nomi) non ha potuto assisterlo sul letto di morte, perché non erano sposati, perché i parenti lo hanno tenuto fuori da quella porta e gli hanno anche tolto la casa, perché non era parte della sua eredità in quanto non riconosciuto legalmente come fidanzato.

Non vi vengono i brividi solo a leggere certe cose? Noi, perché siamo tutti colpevoli, abbiamo tenuto fuori un uomo da una stanza perché, per la legge, non era nessuno! Non ha potuto salutare l'uomo che ha amato per tutta la sua vita.

Quante volte sarà successo? Forse ogni minuto da qualche parte, nel mondo.

Il 5 giugno 2016, oltre ad essere il giorno del mio compleanno, finalmente arrivò la notizia: unioni civili sì!

La prima proposta di legge da parte di Arcigay è datata 1986, ma meglio tardi che mai giusto? Italia indietro rispetto a molti altri Stati, ma si mette in pari, sembra farcela.

Dico sembra, perché le violenze su omosessuali o transgender sono il nostro pane quotidiano ed è ora di dire basta!

Le persone si sposano per amore, è vero, ma qui siamo tutti adulti e oltre ad amarci, ci tuteliamo non facciamo i buonisti.

Taiwan e la marcia dei 200mila
Taiwan e la marcia dei 200mila

LGBT e la persecuzione

Aver ottenuto il diritto alle unioni civili, non fa sì che il mondo intero ti rispetti.

Ti picchiano perché sei gay, perché sei nero, perché sei rosso, perché sei un transgender, perché sei donna, perché sei moglie, perché sei magro, perché sei grasso.

La persecuzione contro omosessuali e transgender non ha età. Non so quando sia iniziata, ma sono certa che debba finire. Sono sicura che, in questo mondo, o apriamo la mente o imploderemo.

O accettiamo chi abbiamo di fianco, senza curarci dei suoi gusti sessuali o ci estingueremo.

Quando scrissi il mio articolo contro la violenza sulle donne, evidenziai la forza che hanno le donne nel sopportare tutto e lo vorrei fare anche ora. Anni, lunghissimi anni di sopportazione, di sottomissione, di stare nel corpo di qualcuno che non sei tu, anni di emarginazione e bullismo.

Vi siete mai fermati a pensare che fatica dev'essere? Alzarsi la mattina e far finta di essere qualcuno che non sei?

La famiglia che non ti accetta, gli amici meno degli altri e la società dovrebbe accettarti? Se il rifiuto parte da dentro quattro mura o dagli amici che pretese abbiamo che il resto del mondo cambi?

Una volta feci questo discorso a una persona (un po' bigotta bisogna dirlo) e mi disse: "Voglio vederti un domani con un figlio FROCIO". Lo voglio scrivere in grande, cosi da sottolineare la bassezza, quando usate queste parole per descrivere qualcuno, ma quanto siete vuoti dentro?

Gli risposi: "Voglio vedermi un domani con un figlio come te, o pedofilo o stupratore allora sì che avrei dei problemi seri!"

Non avere paura ad essere chi sei

Non voglio sembrare presuntuosa, io non so cosa voglia dire, è vero, ma voglio solamente aiutare.

Sono stata vittima di bullismo e nel mio piccolo posso e cerco di capire.

Nel mio Blog mi scrivono molte persone, con le loro storie, alcune diventano pubbliche ed altre no.

Questo è un punto d'incontro, di sfogo, di liberazione.

Ho creato il progetto "BeOpen", una sera, nel mio letto, leggendo la mail di un Transgender. Nella mia vita ne ho conosciuti parecchi, viaggiando molto e frequentando le discoteche di Riccione. Non mi sono mai sentita a disagio, mi sono sempre divertita, sono sempre stata me stessa.

Ho sempre pensato a come ci si possa sentire non a posto col proprio corpo. Una sfida terribile, una fatica da affrontare ogni mattina, un peso allucinante.

Layla, la chiamerò così per tutelarla, mi scrisse una mail finale dopo avermi raccontato la sua storia dicendo "Con questa grinta potresti cambiare davvero le cose piccola Red, io credo in te!".

Layla non mi ha lusingata, mi ha dato la carica, quella che uso per portare avanti i miei ideali, quando le dissi di "BeOpen" ne fu subito entusiasta.

Non mi aspetto di poter cambiare il mondo, mi aspetto di poter cambiare anche solo una piccola parte o di aiutare qualcuno.

Con "BeOpen" voglio solamente dire che il mio obiettivo sarà quello di aiutare chi ha paura di essere sé stesso e dall'altra parte, spargere la voce, dare spiegazioni, se necessario a chi non capisce, che col razzismo e la NON uguaglianza, non andremo lontano.

LGBT e BeOpen

Voglio solamente ricordarvi che, qui troverete sempre un posto sicuro dove poter parlare senza avere paura e insieme cercheremo di rendere questo mondo, meno bigotto, è una promessa.

A presto.

Red Esse

Leggi anche...

Io sono, tu sei, egli ascolta...e noi ci raccontiamo

 

Le catene di J

27.12.2019

Fin da quando ero piccola, ricordo che mio padre ha sempre avuto un carattere possessivo verso mia madre. Ricordo dei tanti insulti ricevuti, sia io, che mia mamma e mia sorella. Abbiamo sempre vissuto nella rigidità delle regole, come se fossimo in caserma, essendo mio padre un ex militare, attualmente in pensione.

il 17 settembre 2017 alle 9.40 circa di mattina, Fortunato fu salvato da dei ragazzi che passavano per caso in una piazzetta e videro tre persone armate di bastone, che cercavano di ucciderlo.I passanti, increduli e storditi si sono subito mobilitati e sono riusciti a metterlo in sicurezza e lo hanno portato in canile a Cecina.

eravamo la coppia delle coppie, o almeno così pensavo. Siamo stati insieme quattro anni e non ho mai avuto alcun sospetto.