UN MEDICO FECE DEL MALE A BUNNY

Ciao a tutti, come preannunciato ho pensato, riflettuto e alla fine sono arrivata alla conclusione che la verità va detta.

Il timbro, vogliamo chiamarlo così? L'impronta o il logo, che io ho deciso di dare al mio Blog, ha dei requisiti fondamentali, uno dei principali è la verità (in questo mondo di falsi miti ed ipocriti è ormai cosa rara da trovare).

Raccontai la storia di Bunny parecchi mesi fa, tutta la storia dei suoi cinque anni e otto mesi con un finale non bello, anzi, che ha lasciato un po' l'amaro in bocca a tutti.

BadBunny e la sua frattura

La frattura grave del bacino di BadBunny e la sua risalita verso i piccoli passi, la paura dei pavimenti, la paura della sua mamma e molte altre cose che mi hanno spezzata.

Scrissi che le porte dell'inferno a volte, hanno una faccia amica, è vero!

Cominciamo...

Era il 1 febbraio 2019 e Bunny dava segni di un'apparente blocco intestinale/colica. Motivo per cui io feci, come da prassi, la terapia in casa e aspettai le tre ore in cui i medicinale dovrebbero fare effetto. Purtroppo non passò il male e presi la decisione di portarlo dal veterinario. Da pochi mesi mi ero trasferita a Genova non avevo ancora scelto, valutato e deciso chi dovesse essere il veterinario esperto in esotici per BadBunny. Cercai su Google veterinario espetto in esotici H24 e mi recai in clinica.

Ore 23.39 Bunny venne visitato, come da prassi, fece una lastra per vedere lo stato dello stomaco. Sembrò grave quindi flebo e ricovero.

Foto prima della lastra
Foto prima della lastra

Quando mi dissero di addormentare BadBunny

Nella notte ricevetti una telefonata in cui mi si diceva che Bunny peggiorò sempre di più e non reagiva a nessuna cura, volevano addormentarlo per sempre.

All'improvviso, il mio cuore si fermò, fu come morire per un'istante. Dissi solamente di non farlo senza di me, io avrei dovuto essere lì, mente Bunny sarebbe volato sul ponte arcobaleno.

I miei occhi si spensero e feci una telefonata ad un'amica, che mi riportò sulla dritta via per un secondo e mi ricordò che BadBunny non si lascerebbe mai morire. Ebbi bisogno di molte persone lucide, perché io non lo ero più così avvisai di non abbatterlo e di lasciar passare la notte. Dentro di me pensai "se vuole davvero morire, morirà da solo" (specifico che non poteva sentire alcun dolore era sotto oppiacei).

La mattina dopo mi recai in clinica e non si era sbloccato, mi venne detto dai medici che era più reattivo, che dopo la mia telefonata e poche ore era cambiato (strano vero? Lo so)

Solitamente Bunny dopo qualche flebo si sbloccava sempre (fare la cacca). Tornai a casa a prendere alcune cose compresa la sua pallina preferita. Vederlo chiuso in una gabbia mi logorava, lui mi guardava come se volesse dirmi "perché mi lasci qui dentro mamma".

Quanto vorremmo spiegare ai nostri animali che lo facciamo per il loro bene? Se fosse stato davvero così...

Bunny si sbloccò dopo qualche giorno, ma ancora non a livello di mandarlo a casa, fu il ricovero più lungo di sempre. Io e il mio fidanzato andavamo due volte al giorno a trovarlo.

I medici vollero fare un eco addome ed altri esami per vedere la causa di un blocco così grave (col senno di poi ne ho visti di più gravi nella mia vita).

Sapevo che per lui era uno stress maggiore, soprattutto rasargli tutta la pancia e il resto, ma la mia buona fede aveva sempre la meglio.

Bunny torna a casa

Lo portai a casa dopo sette lunghissimi giorni, era un sabato mattina, ero felice. Immaginavo già la serata con lui sul divano, il suo mugugnare perché lo avevamo ricoverato per così tanto, le mille coccole.

Entrai in casa felice urlando "siamo a casa".

Aprii la porta del trasportino...Bunny non muoveva le zampe posteriori. Lo presi e lo misi sul suo tappeto, con di fianco le sue erbette preferite. All'improvviso tentò di saltare nella lettiera e cadde, non riusciva a saltare e si nascose.

Io rimasi immobile per qualche minuto, perché non sapevo e non so tutt'ora cosa dire. In testa avevo una nuvola bianca che mi impediva di pensare.

Chiamai immediatamente la clinica spiegando l'accaduto e mi venne detto: "sarà stata la settimana in gabbia, è normale, lo lasci un po' tranquillo, gli passerà".

Queste parole, se fossi stata una di quelle che si fidano del mondo, mi sarebbero costate care e parecchio. Io sono una testarda, ma soprattutto, conosco il mio animale. Qualcosa non andava e ne ebbi la prova poco dopo quando vidi che si urinò addosso.

Per Bunny la pipì addosso ha sempre significato solamente una cosa: ALLARME ROSSO! Era di fianco alla lettiera e fece la pipì senza entrarci.

Tutti mi dicevano di lasciarlo tranquillo che era appena tornato così rimasi con lui in salotto e alla sera gli dovetti dare la cena nella sua tana nascosto, perché non si mosse da lì. Fece i suoi bisogni lì e lui queste cose non le aveva mai fatte.

Bunny smise di camminare

Passai la domenica a vederlo nascosto, iniziai a fare qualche telefonata e lunedì mi recai di nuovo in clinica pretendendo una lastra della colonna vertebrale, dicendo che il mio coniglio non camminava e feci vedere alcuni video che mostravano paralisi delle zampe posteriori.

Gli fecero la lastra e mi dissero che si trattava di una frattura del bacino calcificata.

Sentite anche voi che non ha senso la frase? Solamente a leggere: frattura del bacino calcificata e il coniglio non cammina, mi vengono ancora fuori quelle parole "ma che cazzo dici?" Ma come cazzo si fa solamente a pensare una stronzata simile, succede anche a noi esseri umani, ci si rompe il bacino e rimaniamo immobili per mesi.

Presi Bunny, corsi a casa e chiamai la mia veterinaria del Piemonte, la sua dottoressa di sempre che oltre ad averlo curato per cinque anni, se l'è tenuto in casa per tutti i miei periodi di vacanza. Lei conosceva Bunny come lo conosco io e mi disse subito "se Bunny non cammina ha qualcosa, Bunny è un coniglio che salta un metro e mezzo".

Chiamai un'altra veterinaria e lo portai per delle lastre, tre lastre del bacino.

Erano lì davanti a me, vedevo la colonna vertebrale del mio animale e il bacino, smisi di respirare, dei medici gli avevano rotto il bacino durante il ricovero senza dirmelo.

La dottoressa che se ne accorse mi riportò subito nel mondo reale e mi disse di pensare prima a Bunny, la cura era la gabbia terapia e lui era già stato troppo libero con una frattura così grave.

Ricordate la frase di prima "lo lasci stare....", poteva rimanere paralizzato a vita!

Bunny e la gabbia

Chiusi il mio animale in un trasportino per 65 giorni.

Ogni sera lo alimentavo con 15ml di alimentazione forzata, perché non aveva voglia di stare lì dentro.

Lo idratavo ogni cinque ore, perché con la ciotola si immergeva il mento dentro e per lo stress si levò via tutto il pelo, quindi, dovetti togliere la ciotola.

Sbagliarono anche a rasargli la pancia e non gli ricresceva il pelo, dovemmo fare una cura.

Dovevo pulirlo due volte al giorno, perché stava sdraiato sulla sua pipì, aveva smesso di mangiare il fieno e rischiavamo di compromettere i denti.

Stava lì, in quel trasportino, mentre noi guardavamo la TV e quante volte si sarà chiesto "perché sono chiuso in gabbia in casa mia? Non ho mai rotto nulla e sono qui rinchiuso".

Gabbia terapia
Gabbia terapia

Far sentire al proprio animale il nostro stress è un errore grandissimo, uscivo di casa e piangevo in macchina.

Avevo intrapreso la strada della gabbia terapia senza avere un risultato certo, non si poteva sapere come sarebbe andata, ma si doveva provare.

Aprivo la porta del trasportino, infilavo il mio braccio dentro e dormivo così, sul tappeto.

Gli occhi del mio animale si erano spenti, ogni mattina avevo paura di trovarlo morto.

Non uscivo, non facevo più nulla, volevo solo stare con lui.

In tutta questa merda, chiamai la clinica e avvisai dell'accaduto senza incolpare nessuno, perché purtroppo un coniglio può cadere per sfiga durante un ricovero, ma bisogna dirlo! Non bisogna dire di lasciarlo stare, bisogna dire "signora ci scusi è successo curiamolo subito in gabbia o non camminerà più" stronziiiiiiiiiiiiii, è questo quello che siete.

Lo so che vi starete chiedendo, perché non ho denunciato. La dura e triste realtà è che non esistevano prove a sufficienza, che non bastava dire "giudice il mio animale camminava benissimo prima del ricovero", che più medici sono più tra di loro si difenderanno ecco la realtà. Certo che mi sono informata, certo che per BadBunny avrei iniziato una battaglia, anzi una guerra spietata, ma non si poteva purtroppo.

Mi impegnai nella guarigione, perché dopo 65 giorni di gabbia non era mica finita. Bunny perse molto peso ed i muscoli erano atrofizzati. Lo tirammo fuori dal trasportino per metterlo in un piccolo recinto ed io illusa pensai che la situazione potesse migliorare.

Mi sbagliai. Bunny rimase immobile nel recinto e faticava a camminare. Mi rassegnai al fatto che la gabbia terapia non aveva funzionato. Tagliai la lettiera per fargli evitare salti o sforzi.

In quasi tre mesi di cure facevo almeno tre lavatrici al giorno perché dovevo usare le coperte, anche nella lettiera, il morbido era essenziale.

A metà aprile, scaduti i 15 giorni di recinto, facemmo la lastra finale. Quello era il momento della verità. Le notti insonni sul tappeto, i pianti in macchina, la rabbia, il dolore che provavo ogni giorno, è servito a qualcosa tutto questo?

Secondo un chirurgo ortopedico (esperto in esotici) Bunny era caduto da più di un metro di altezza. Mi disse che non aveva mai visto una frattura così grave.

Quando uscii da quella stanza e sentii "il callo osseo è perfetto, la frattura è guarita" ricominciai a respirare. Avevo smesso di respirare a pieni polmoni il 1° febbraio.

Ovviamente mi avvertirono che Bunny poteva muoversi, ma con estrema calma e sui tappeti e che lo shock subito non sarebbe passato subito.

È vero, lo confermo! Il mio animale non mi considerò per parecchi mesi. Non posso e forse non voglio sapere cosa successe durante il ricovero.

Poche sere fa, dopo un anno intero, ho visto il mio animale saltare sul divano, ma non lo fa con noi, solamente quando è solo. 

Ho capito che il diavolo esiste ed ha sembianze umane.

Il mio animale è sicuramente cambiato caratterialmente, ma cammina, ora mi viene incontro, ora si fa accarezzare.

Lui non capirà mai perché l'ho chiuso dentro quella gabbia minuscola o perché l'ho portato là quella sera.

Bunny la mamma ti giura sulla sua stessa vita che ha fatto tutto per te, non potrebbe essere altrimenti e maledico a volte che non parliamo la stessa lingua, perché vorrei urlartelo che non è stata colpa mia.

Ho voluto raccontare questa storia perché in molti lo avevate chiedo ed inoltre perché mi sembrava giusto.

Per ovvi motivi legali non posso fare nomi e cognomi, ma se state pensando che io non abbia preso precauzioni per altri animali, vi sbagliate.

Continuerò a dire che questo è stato un caso eccezionale e soprattutto non è l'errore quanto la menzogna, il non ammettere i fatti realmente accaduti.

I veterinari sono necessari per la vita dei nostri animali, solamente che bisogna sceglierli bene.

Probabilmente, anzi quasi sicuramente, io e BadBunny abbiamo molto da recuperare e ci proviamo ogni giorno.

in tutta questa merda che ci è arrivata addosso senza aver nessuna colpa, il mio fidanzato mi ha tenuta in piedi e soprattutto calma non smetterò mai di ringraziarlo.

Sono sicura che chi ha minimamente pensato di sopprimere il mio animale, magari per coprire un suo errore fa parte di quelle persone che non reputo neppure esseri umani.

Il karma ti farà il culo, credimi e se qualcuno dovesse chiedermi in privato chi sei, io lo dirò perché non sono perseguibile!

Per il resto noi vogliamo salutarvi così e dirvi che il peggio è passato, anche se non potrò mai dimenticare quello che hanno fatto a BadBunny, so che avremo aneddoti più divertenti da raccontare.

A presto.

Red Esse

Leggi anche...

Io sono, tu sei, egli ascolta...e noi ci raccontiamo!